Giappone made in Italy, sushi-mania

Sushi
A cura di: Eleonora Ciampa

Giappone made in Italy, sushi-mania

Per quanto destabilizzi il primo incontro con le bacchette, il sushi crea una biforcazione netta: o lo ami o lo odi. Per gli amanti del piatto tipico giapponese a base di riso, il sushi è una dipendenza dalla quale riesce difficile distaccarsi. Nonostante sia un’abitudine delle nostre giornate mondane o dei nostri esperimenti quotidiani il sushi è diventato un piatto habitué solo nell’ultimo decennio. Le pietanze offerte, il cui ingrediente principe è il riso condito con aceto e zucchero, possono essere accompagnate da pesce, alghe, vegetali o uova, creando così gustosi bocconcini che deliziano non solo il palato ma anche la vista.

I giapponesi, è rispunto, sono minuziosi e proprio nel menù tipico sfoggiano una creatività e precisione degna di nota. Che siano Futomaki (rotoli larghi), Hosomaki (rotoli sottili), Temaki (rotoli a mano) o Uramaki (rotolo con esterno di riso) poco importa, il menù sushi presenta sapori e forme pronte a conquistare il palato degli audaci assaggiatori. Il sapore dolce del riso accompagnato dal pesce crudo, dalle uova e dall’immancabile alga Nori crea connubi senza precedenti. Ben lontani dalla cucina tradizionale italiana, il sushi ha origine, secondo l’opinione più diffusa, da alcuni monaci buddisti che lo portarono dalla Cina nel VII secolo. Molto simile al sushi fu una variante preparata in Giappone intorno al IV secolo a.C ma soltanto nel 1820 a Edo (odierna Tokyo) comparve la ricetta più vicina a esso.