Che Pasqua sarebbe senza pastiera?

Pastiera
A cura di: Eleonora Ciampa

Che Pasqua sarebbe senza pastiera?

Per questo 2016 la Santa Pasqua ricade il 27 di marzo. Già brulicano le strade di uova, simbolo della rinascita, e attualmente goliardico regalo in cioccolato e pastiere, tradizionale dolce confezionato in anticipo a base di grano. La pastiera accompagnò le feste pagane celebranti il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in  processione l’uovo, simbolo di vita nascente. Per il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette :  “confarratio“. Un’altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che  si diffusero all’epoca di Costantino il Grande, derivate dall’offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale.

La penisola sorrentina vanta una vasta gamma di pastiere, la cui ricetta tradizionale lascia ampio spazio di anno in anno a nuove e audaci sperimentazioni. L’ingrediente determinante della pastiera è ovviamente il grano che accompagna stili, tradizioni e tecniche differenti. Innanzitutto si pone la scelta sul come realizzarlo, e cioè se farlo da sé, lasciando a bagno 2 etti di grano ammollato per tre giorni, oppure comprarlo già pronto. Solitamente un’ampia fetta di popolazione, soprattutto anziani, preferisce seguire il tradizionale passaggio che segue la crescita del grano fatto in casa. La pastiera inoltre è un dolce capace di solleticare l’olfatto, tipico è l’odore caldo e fruttato che in prossimità delle feste pasquali invade le strade peninsulari.